Un cane ci salverà

sotto-la-pelle In un mondo bellissimo e crudele, sarà un piccolo cane a far scattare la scintilla dell’empatia in una creatura aliena spedita sulla Terra per cacciare carne (umana) destinata alla nutrizione del suo popolo.
Di Michel Faber (consigliato anche per il più recente, affascinante e oltremodo insolito “Il libro delle cose nuove e strane“) “Sotto la pelle“.

Ci serve a riflettere sul “chi mangia chi”. E se negli allevamenti intensivi ci fossimo noi esseri umani? Vi sembra cosi tanto improbabile?

Appetito pericoloso

morte di un ex tappezziere Maximilian, “specie di barboncino marrone con le orecchie lunghe“, rischierà di lasciarci le penne – per quanto l’espressione possa essere adatta a un cane – dopo aver ingerito un quantitativo di marijuana sufficiente “a stendere un elefante”.

Le penne ce le lascerà invece davvero, alla fine della vicenda, freddato da una raffica di colpi d’arma da fuoco, l’ex tappezziere Amedeo Consonni. O almeno così pare.

Il primo, il quattrozampe, spinto dell’istinto dell’olfatto e della ricerca di odori noti e ignoti, il secondo, il pensionato, spinto dal pallino della cronaca nera, e non solo.

Nell’ultimo episodio del ciclo della casa di ringhiera di Francesco Recami “Morte di un ex tappezziere” alla fine della fiera l’unico a potersi dire felice sarà solo il cane, con un nuovo padrone a prendersi cura di lui.